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Concrete dreams – mostra sull’architettura degli anni 70 ad Helsinki

Fino al 15 ottobre ad Helsinki, al Museum of Finnish Architecture e’ presente la mostra “Concrete dreams” legata all’architettura finlandese degli anni 70′.


Un decennio di opere controverse che ha saputo toccare temi di grande attualita’ quali il risparmio energetico, l’acessibilita’ degli spazi publici, la sperimentazione tecnologico.
Una retrospettiva che vuole ripercorrere l’evoluzione delle opere e dei concetti sociali ad esse legate durante un periodo vivace per l’edilizia finalndese.

Un percorso sviluppato su 4 focus cosi suddivisi: (1) abitazione, (2) progettazione urbana, (3) societa’ e (4) ruolo dell’architetto.

1) Abitazione.

Il passaggio tra piccoli centri abitati di campagna alle grandi citta’ porta con se la necessita’ di una rivisitazione del tessuto urbano con la realizzazione di nuove abitazioni.
Gli elementi prefabbricati diventano il nuovo sistema costruttivo con cui ottimizzare tempi e costi.
tra questi possiamo citare la Low-cost Experimental House di Raimo Kallio-Mannila e la Venturo House di Matti Suuronen realizzata in poliestere rinforzato con fibra di vetro.

2) Progettazione urbana.

La necessita’ di un tessuto urbano piu denso coinvolge direttamente lo stile di vita delle persone grazie alla realizzazione di planimetrie funzionali con forme innovative attraverso le quali i servizi (teatri, scuole, chiese, ..) diventano parte integrante di un nuovo modo di vivere la citta’.

3) La societa’.

La societa’ del tempo gioca un ruolo fondamentale nella gestione del patrimonio edilizio storico. In quegli anni, importanti aree del centro storico vengono salvate dalla demolizione mentre altri quartieri finiscono per essere vincolati.
E’ proprio in quegli anni che si sviluppano i primi interventi di realizzazione sostenibile con l’utilizzo di materiali capaci di migliorare la prestazione energetica dei fabbricati portando, di contro, con se, problemi di conservazione dovuti alla compatibilita’ degli stessi con gli elementi esistenti negli edifici.

4) Il ruolo dell’architetto.

Diventa centrale all’interno di un processo di fusione tra le ricerca dell’efficenza energetica, le nuove tendenze teoriche ed i progressi tecnologici dell’epoca.

Parlare dell’architettura finlandese degli anni 70′ pone un importante punto di riflessione verso cui tutti siamo coinvolti.
Anche l’Italia ha bisogno della tutela del patrimonio realizzativo come nel caso del’architettura del secondo novecento spesso minata da regolamenti edilizi poco tutelanti e da amministrazioni miopi di fronte al valore dell’edilizia storica.

Valorizzare il nostro percorso di crescita architettonico vuol dire contribuire ad una conoscenza culturale essenziale per comprendere quali sono le radici del nostro passato e quali i nuovi obiettivi da porsi nelle sfide globali di oggi.
Il passato e’ una fonte di storia e sperimentazione. Un potente motore di conoscienza e coscienza da far tornare protagonista nel processo di maturazione del moderno building life concept.

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